Dispositivi digitali e immagini della conoscenza – di Marco Guastavigna. (pubblicato su Insegnare - 6, 2010

 

 

            Lettura e tradizione

 

            Quando parliamo di libri –non solo scolastici– di scaffali, di librerie, di biblioteche pubbliche e private e cos via, abbiamo tutti un'idea molto chiara, tanto che ci sembra di non aver bisogno di alcuna ulteriore disamina. Grande curiosit e una diffidenza almeno proporzionale avvolgono invece gli e-book, nonostante proprio in questi mesi si stia delineando un loro primo massiccio ingresso sul mercato, per lo meno quello della narrativa. proprio vero, per, che i libri a stampa non meritano pi alcuna riflessione? Sono convinto che non sia cos e che valga ancora la pena di ragionare sullargomento, considerandone da vicino l'aspetto tecnologico, ovvero le caratteristiche dei libri come contenitori fisici di unelaborazione culturale, quello che per brevit chiameremo testo, destinati a raccoglierla, renderla disponibile, farla circolare. Non dobbiamo infatti dimenticare che i libri sono anche, e per certi aspetti, soprattutto, oggetti materiali, frutto di scelte relative al supporto sul quale collocare i contenuti testuali, ovvero la carta, o, per meglio dire, la carta rilegata.

            Questa loro condizione di contenitori materiali di cultura ha una serie di implicazioni operative e cognitive, alle quali siamo  cos abituati da sfruttarle o da esserne vincolati senza averne con ogni probabilit piena consapevolezza. Una prima conseguenza che i libri sono oggetti distinti: un certo libro non pu essere confuso con un altro libro: diverso il titolo, diversa la copertina, diverso lo spessore e cos via. Una seconda che sono oggetti separati: un certo libro contiene un certo testo, non un altro testo; eventuali testi a qualche titolo nominati, sono contenuti in altri libri, in altri oggetti. Oggetti-Libro tra loro distinti e separati possono per essere contemporaneamente presenti e accessibili; e non solo in una biblioteca, ma anche su una scrivania, magari di fianco a uno o pi quaderni e blocchi per gli appunti. O anche vicino a un personal computer o a un iPad. Non solo: affrontando qualcue complicazione pratica non insormontabile, possiamo pensare di consultare contemporaneamente due o tre parti (pagine) dello stesso contenitore, perch la contemporanea materialit di ciascuna di esse d loro piena concretezza in qualsiasi momento successivo alla stampa.

           

            Queste caratteristiche operative hanno alcune conseguenze di tipo cognitivo:

-      la portabilit complessiva dei contenuti del sistema-libri di tipo tradizionale a carico della mente del Lettore, considerato il loro numero, ma soprattutto le dimensioni e il vero e proprio peso fisico dellinsieme dei contenitori di cui un Lettore pu avere il possesso o, almeno, la disponibilit; non un caso che uno dei momenti di maggiore fatica di coloro che fanno un trasloco sia relativo ai libri;

-      il rimando tra i singoli testi carico dei loro Autori, che producono note, citazioni   e bibliografie, ma un richiamo attivo dei relativi contenitori materiali invece a carico dei Lettori, che dovranno procurarsi o raggiungere quelli che non siano in loro possesso;

-      l'indicizzazione dei testi contenuti molto parziale e superficiale, perch si realizza con indici analitici e sommari, che una volta definiti rimangono inerti e statici, sempre uguali a se stessi; eventuali contributi del Lettore non vengono incorporati nel contenuto generale, condiviso con altri contenitori, ma soltanto in spazi secondari del singolo oggetto[1].

           

      In questa situazione operativa e cognitiva, la strategia di acculturazione (e di apprendimento) pi economica ed efficace indubbiamente tesaurizzare le informazioni e le conoscenze. Non quindi un caso che nella mentalit corrente sapere sia portare con s conoscenze avendole incamerate nella propria mente – si pensi al fascino transgenerazionale dei quiz, fruiti dagli adulti via televisore e dai giovani nelle versioni per il loro cellulare. N ci meraviglia che la conoscenza, anche se considerata sul piano ideale un bene comune, sia concepita sul versante cognitivo come patrimonio individuale.

 

            Lettura e digitale

 

            Un e-book reader un dispositivo elettronico destinato a contenere numerosi libri - sarebbe meglio dire testi impaginati - e a consentirne la lettura in condizioni il pi possibile analoghe a quelle del supporto tradizionale. Per esempio, rinunciando (come fa la tecnologia dell'inchiostro elettronico) ad avere un'illuminazione propria e tornando a dipendere da quella dell'ambiente, come la carta, ma ri-proponendo un contenitore di cultura che non stanca eccessivamente gli occhi e la vista. Oppure sviluppando il testo in verticale.

Vediamo ora questo dispositivo un po' pi da vicino, analizzandone le caratteristiche operative, le implicazioni cognitive, i possibili riflessi culturali.

Un ebook reader indubbiamente un oggetto culturale nuovo, perch si configura come meta-contenitore materiale di grandi quantit di contenuti culturali, di testi trattati nella sostanza come file, ovvero scritti su un supporto digitale, contigui, identificati e distinti luno dallaltro da un nome, che il dispositivo stesso in grado di riconoscere e gestire come tale – per esempio per aprirli e renderli da inerti effettivamente disponibili per la fruizione, per la lettura.

Un reader ha propriet fisiche specifiche: per esempio va manovrato mediante la pressione di pulsanti o agendo con uno stilo, e questo configura un diverso modo di concepire e girare le pagine, fisicamente disponibili una alla volta sul suo schermo.

Soprattutto, destinato a contenere una grande quantit di oggetti (i testi impaginati), diventati completamente immateriali. E che quindi, essendo residenti tutti in un unico contenitore, possono essere visti come integrati tra di loro, ma devono contestualmente essere considerati sovrapposti: se leggo un certo testo, non posso nello stesso tempo visualizzarne un altro; se mi posiziono su una certa unit informativa, non posso nello stesso momento accedere a un'altra.

           

            Vi sono per altre caratteristiche molto interessanti dal punto di vista cognitivo:

-      i testi contenuti su un reader possono essere indicizzati in modo molto significativo e il progresso in questo campo, anzi, continuo; come minimo possibile fare ricerche sulle occorrenze delle parole nei diversi testi;

-      gli Autori, a cui resta ovviamente l'onere di indicare i rimandi primari dei  propri contenuti culturali, sul supporto digitale hanno anche a disposizione il meccanismo del link (collegamento dinamico tra unit formative) per rendere tali rimandi richiami diretti ed attivi, a cui il Lettore libero di ricorrere o meno, prevedendo quindi anche percorsi di Lettura ipertestuale;

-      infine, il dispositivo di Lettura pu abilitare il Lettore che sia interessato a farlo a costruire in prima persona nuove connessioni nell'insieme dei testi a cui pu accedere, connessioni che lasceranno una traccia riutilizzabile e che virtualmente potranno arricchirsi all'infinito, via via che facciano il loro ingresso nel dispositivo stesso nuovi contenuti o che il Lettore elabori nuovi collegamenti.

 

Lettura e monitoraggio semantico

           

            Il progetto Google Books si propone di scansionare con riconoscimento ottico dei caratteri e di collocare su supporto digitale molti libri tradizionali. Questo significa non solo che i testi potranno essere disponibili come libri elettronici, ma soprattutto che i loro contenuti potranno essere indicizzati con i meccanismi che i motori di ricerca hanno fino a ora riservato di fatto alle pubblicazioni nate nel mondo della rete. Un'estensione di questo modello –attualmente in forte discussione per problemi di copyright – significherebbe poter accedere all'insieme dei nuovi e dei vecchi contenuti culturali con il sistema delle parole chiave e degli indici di pertinenza attualmente associati nella mentalit corrente solo a Internet.

Google Desktop e Spotlight sono software semplicissimi che, a bordo di un qualsiasi personal computer, lavorano incessantemente – e spesso totalmente allinsaputa del proprietario-  a indicizzare il contenuto dei file che l'utente produce o acquisisce. Il sistema operativo MacOSX offre la funzione Cartelle Smart: si fondano sul citato Spotlight, che quotidianamente scandaglia e indicizza dischi rigidi interni ed esterni e chiavette USB, e ci permette – se siamo interessati a farlo – di raggruppare i nostri contenuti digitali secondo pi prospettive, basate per esempio sulle parole chiave che li caratterizzano e li compongono. Va da s che se acquisisco testi di romanzi e di saggi in formato digitale, posso usare questi strumenti per indicizzarne il contenuto.

Non solo la rete, insomma, ma anche gli ambienti digitali di tipo personale, destinati non solo alla lettura, ma anche allelaborazione intellettuale attiva, possiedono insomma strumenti qualificati ed efficaci per il monitoraggio semantico della propria e dellaltrui produzione, che si pu estendere anche a materiali fino a ora considerati esclusi da questi processi, perch prodotti in tempi precedenti lavvento dei computer.

 

Lettura e Internet

 

            Kindle, l'e-book reader di Amazon.com, offre poi la funzione Free Global Wireless, ovvero un accesso libero e diffuso a Internet, gestito dal dispositivo in modo del tutto indipendente, perch contiene tutto quanto necessario, compreso nel suo prezzo d'acquisto. L'impiego della rete – inizialmente limitato per i primi acquirenti di Kindle alla possibilit di acquistare e scaricare nuovi libri digitali e di consultare Wikipedia e successivamente esteso alla navigazione generale- diviene in questo modello una variabile costitutiva dell'Atto di Lettura, una potenzialit a disposizione della organizzazione mentale del Lettore.

            Senza esagerare n per ottimismo n per determinismo, possiamo insomma avanzare unipotesi generale: la portabilit complessiva della conoscenza si sta spostando almeno in parte a carico del meta-contenitore. Gli attuali contenitori materiali di contenuti culturali, rendono infatti possibile pensare di avere sempre con s il proprio bagaglio di conoscenze, non solo tesaurizzto nella mente, ma anche raccolto e organizzato in un unico dispositivo.

Dispositivo che non solo archivia i contenuti e li rende costantemente disponibili, ma anche fornito di meccanismi di facilitazione e di supporto alle esigenze di reperimento contestuale di singole unit informative, dalla ricerca in rete al monitoraggio semantico.

            Possiamo quindi rappresentarc i Sapere, Conoscenza e Cultura in un modo diverso, maggiormente inclusivo: non solo bene comune, ma anche patrimonio davvero collettivo, la cui estensione e le cui dimensioni non solo non spaventino nessuno, ma esaltino tutti.

E il cui passato e il cui presente possano essere concepiti come un insieme unico e ininterrotto, tessuto -in continuo incremento- di contenuti ad alta reperibilit operativa e semantica e ad alta disponibilit cognitiva, innescabili con modalit e strumenti diversi, ma integrabili tra di loro.

 

 

 

Su Internet per approfondire

Come funziona un e-reader

http://www.youtube.com/watch?v=zGR1UpCYZUE   

La conoscenza come bene comune – su Facebook

http://www.facebook.com/group.php?gid=62205983998&ref=ts

Google Books

http://books.google.com/

Google Desktop

http://desktop.google.com/

Spotlight

http://en.wikipedia.org/wiki/Spotlight_(software)

Cartelle Smart

http://it.wikipedia.org/wiki/Cartelle_smart

Amazon e Kindle

http://www.amazon.com/dp/B003FSUDM4

Atti dellEbook Fest in formato liquido

http://ebookfest2010.bibienne.net/

 



[1] Mi riferisco a quei libri che hanno, in genere al fondo, spazi bianchi esplicitamente destinati agli appunti del loro Lettore.